
Fra i vicoli che circondano la cattedrale, uno stanzone con le pareti alte tappezzate di locandine, manifesti giganti, cartoline e cartelli di avvertimento che non riescono a essere minacciosi.
’non toccare’ ‘non sollevare le buste’ ‘farsi servire dal personale’.
Anche perché la commessa dietro il banco sembra immersa nella stessa serafica imperturbabilità dei personaggi appesi alle pareti, quando le chiedo se ha qualcosa de Il postino da appendere in camera mi risponde senza sollevare la testa .
‘Boh prova a frugare là in fondo ma non credo che abbiamo nulla’.
Sembra di stare in un tempio consacrato all’immaginario collettivo, non esistono né luoghi né tempo qui. Ci sono proprio tutti, marylin tiene il suo vestito svolazzante, charlie chaplin in ‘the kid’ mi spia da dietro un muro, gli occhi enormi e brillanti di marlene dietricht continuano a sorridere malinconici, sean connery alias james bond si prepara a salvare il mondo per l'ennesima volta.
Mi ero sempre domandato perché se fumo una sigaretta io dopo sto male due giorni, non mi considera nessuno se non mia madre per sgridarmi o qualcuno per dirmi che qui non si può fumare ecc ecc, mentre se james dean se ne accende una ci fanno un poster con la gente che va comprarlo per appenderlo in camera.
A parte ovvie considerazioni di carattere estetico, è difficile non rendersi conto, venendo qui, di quanto abbiamo bisogno di sognare; forse e' vero che la realtà in fondo in fondo ci va stretta, continuando a scivolare via senza che esistano attimi da salvare, e non facciamo in tempo a dare un nome a qualcosa che già quella cosa cambia oppure ci accorgiamo che i nomi sono incompleti,imprecisi, inappropriati.
E forse viene da qui il bisogno di sognare, di stilizzare, di trattenere l'emozione e le impressioni, di isolarle da tutto il resto, di creare miti; fin da quando nasciamo, fin dall'inizio del mondo.
Ecco la bellezza, penso mentre incrocio lo sguardo provocante di sophia loren, ecco la virilita', e james dean continua imperturbabile a fumare la sua sigaretta, ecco la paura, ecco il sogno, ecco l'amore.
Fra le altre cose, trovo le locandine francesi di 'ladri di biciclette' e 'miracolo a milano', il manifesto di un concerto di barbara, uno di charles trenet. Niente postino; niente pulp fiction.
E' buffo, cambiano i mezzi ma alla fine facciamo le stesse cose da diecimila anni, penso mentre mi avvicino alla cassa fra bagliori in bianco e nero di mondi passati e locandine delle ultime novita', volver, matrix, film d'animazione giapponesi.
Compro una cartolina di brigitte bardot; la commessa riesce a non alzare la testa nemmeno dandomi il resto; esco,non prima che Humprey Bogart mi abbia squadrato per l'ultima volta dal suo trench.
2 commenti:
Ottime osservazioni!
ros da Settala
Good words.
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