lunedì 15 ottobre 2007

supermarket

Oggi pomeriggio seconda lezione di inglese.
Me l'avevano detto, che l'unica cosa più difficile di arrivare in francia e mettersi a parlare fancese è arrivare in francia e provare a spiccicare due parole di inglese.
E' veramente incredibile quanti e quali accostamenti diversi la mente riesce a fare con le parole, partorendo in continuazione perle del tipo what's your appelle?- i'm allé to the village- i'm tres happy to be here ecc.ecc.
La scorsa volta il professore parlava in inglese; 20 facce attente attorno a lui, pronte a captare ogni espressione idiomatica; ogni tanto diceva una frase difficile, fra gli ascoltatori cinque o sei continuavano ad annuire, gli altri lo guardavano, la fronte aggrottata e l'aria interrogativa; allora
lui si interrompeva e spiegava il significato dell'espressione.
in francese.
19 facce annuenti e una con fronte aggrottata e aria interrogativa.
Cosa vuol dire 'tame'? 'semplice: apprivoiser!'
ah, beh, grazie..

Oggi casualmente sono arrivato in ritardo.
Entro in classe trafelato, il prof. mi rimprovera e poi mi chiede come mai i'm so late.
E' curioso come spesso dovendo scegliere fra diecimila scuse non troviamo niente di meno banale della verità , e allo stesso tempo come questa si riveli, il più delle volte, la scusa più idiota di tutte.
'ehm, I'm desolé,I was at the supermarket'.
Ecco.
Credo che perfino lui si aspettasse di meglio, a giudicare dal suo sguardo. Risata generale. Se volevo rompere il ghiaccio ce l'ho fatta, mi dico. Il seguito ve lo risparmio. E meno male che volevo andare a fare cinese..

2 commenti:

Anonimo ha detto...

COMEè BELLO LEGGERE LE TUE PAROLE...QUANTI RICORDI,UNA SEERA DI QUESTE PRENDERò LE TUE"NUMEROSISSIME"LETTERE...
sono una tua fan

Fabio ha detto...

mmm... inventare scuse in cinese credo sarebbe stato peggio in effetti! Mi immagino già il francinese: "Desolé, wo zai mai xie donxi au supermarché"...