
Probabilmente è fuori luogo fare distinzioni fra i morti ammazzati 'per la democrazia' , che si tratti di attivisti uccisi da avversari politici, di persone comuni morte per mano di qualche attenatore suicida o di civili inermi sorpresi da una bomba intelligente; sempre morti sono, non ci resta che piangerli, e sperare, e magari cercare di fare qualcosa perchè certe cose non accadano più.
In più di solito ho molta diffidenza nei confronti delle informazioni dei giornali e della tv, credo che nella maggioranza dei casi siano del tutto inutili al fine di costruirsi un'opinione 'fondata' su qualche argomento.
Questa volta mi sono chiesto perchè la Bhutto abbia voluto essere proprio lì, a quel comizio, dopo aver visto assassinare uno dopo l'altro tutti i membri della sua famiglia, dopo essere tornata nel suo Paese da anni di esilio all'estero in mezzo a minacce di morte da ogni parte, dopo essere sfuggita miracolosamente a un attentato che ha fatto altre 140 vittime.
Mi sono chiesto quanti dei nostri politici sarebbero andati a fare un comizio dopo aver ricevuto tutte le minacce (e non solo) che ha ricevuto lei, nella nostra democrazia 'matura' e affaticata.
Mi chiedo se ci sarà un domani in cui il mondo guarderà a lei come alla martire di una causa che alla fine ha trionfato: la vera democrazia, la vera libertà dei popoli, islamici e no, quella per cui si muore, quella per cui non si uccide, quella che non si può 'esportare' a forza di bombardamenti.
Speriamo.
3 commenti:
Il processo di democratizzazione è composto di due fasi: rivoluzione ed evoluzione.
La prima fase è quella in cui una democrazia viene istituita: vi appartengono personaggi come Benazir Bhutto, Gandhi, il Dalai Lama. Non credo questa fase si possa superare con le guerre di "esportazione della democrazia", però il sostegno dei paesi occidentali è senz'altro fondamentale.
Poi c'è la seconda fase, in cui una democrazia di nome deve riuscire a trasformarsi in una democrazia di fatto. A questo punto entrano in gioco la buona politica, la razionalità e la coerenza delle leggi, il lavoro quotidiano per il graduale ma costante miglioramento delle condizioni di vita. Anche in questa fase il sostegno dei paesi più ricchi è fondamentale, per evitare colpi di stato, leggi razziali, corruzione.
Ecco, secondo me gli Italiani non vogliono rassegnarsi che la prima fase, quella dei martiri e dei grandi ideali, è finita e che bisogna impegnarsi nella seconda parte del lavoro, quella forse meno gratificante o gloriosa, ma altrettanto importante. Che dici?
hm sono d'accordo, con qualche precisazione sull' 'appoggio dei paesi occidentali'.
se intendi che senza il beneplacito delle solite potenze mondiali non e' possibile cambiare nulla (il famoso 'consensus di washington') sono d'accordo, vedi i vari pinochet, colonnelli argentini,talebani nonche`lo stesso saddam ecc.ecc che finche` hanno fatto comodo agli americani son rimasti in carica con buonapace della liberta´ e tutto il resto (chiedetelo ad allende..).
ma credo che una vera democrazia non puo`che essere conquistata dal popolo che la chiede e non importata da fuori, solo cosi' viene davvero percepita come un valore, come qualcosa di sacro da tutti.
Credo che se non ci fosse stata le resistenza in italia di sicuro avremmo vinto ugualmente la guerra grazie all'aiuto degli USA, ma difficilmente avremmo avuto una costituzione come la nostra.
alb
La nostra costituzione non vale più di un rotolo di carta igienica.
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