lunedì 3 dicembre 2007

trains



È impressionante pensare a quanti uomini abbiano impiegato tutti i loro sforzi, quanti informatici abbiano passato notti in bianco, quanti ingegneri si siano impegnati, quanti tecnici abbiano lavorato per anni e anni per costruire la meraviglia tecnologica che mi permette di connettermi a internet dall’aula magna dell’università e aggiornare il mio blog mentre la prof. spiega i diagrammi di bode.

Wow.

Ieri sera concerto porcupine tree+ anatema a clermont ferrand.

200km all’andata e 200 al ritorno per arrivare al concerto attraversando lande desolate colline montagne laghi fiumi mari ecc.ecc. nel buio sotto la pioggia battente, mentre un compagno di viaggio dorme e l’altro tace..e vi assicuro che se già è difficile capire a cosa pensa uno che sta zitto da noi, uno che sta zitto in francese è ancora peggio.

Non è facile discutere mezz’ora con quelli della security perché non vogliono la mia macchina fotografica ma fanno entrare quelli con cellulari col doppio della risoluzione; non è mai facile, in generale, sentire un concerto a stomaco vuoto; non è facile fare 4 ore di viaggio per due ore e mezza di concerto (una e mezza se togli il gruppo spalla), e nemmeno restare in piedi ancora bagnaticcio in mezzo a duecento persone la cui massima espresione di sfrenatezza e follia è muovere la testa avanti e indietro a ritmo di musica.

Ma se bastano due canzoni a far dimenticare tutto questo e a ipnotizzarmi in uno sguardo estasiato che neanche quando da piccolo mi regalavano dei lego a natale, allora forse ne è valsa la pena.

Un’ora e mezza passa in fretta, fra canzoni vecchie e canzoni nuove, canzoni conosciute e canzoni mai sentite; suonano bene, il tizio canta ancora meglio, uhm non si discostano mai troppo dalla versione album delle canzoni ma almeno non le fanno uguali ( in effetti non capisco quelli che quando gli chiedi com’è andato un concerto ti rispondono ‘bellissimo era proprio uguale al cd!’. …?!?e allora che ci vai a fare?!?mah..); il tastierista sembra uno dei pooh e questo mi fa sentire un po’ a casa; come sempre, passo buona parte del tempo a fissare le facce dei musicisti, chissà a cosa pensano chissà cosa provano lì in piedi sul palco; alla fine mentre cerco inutilmente di cantare l’ultima emozionante ‘trains’ inventandomi le parole l’unico pensiero in testa è di essere ad almeno 500km da tutte le persone che vorei fossero qui in questo momento.

Applauso finale. Luci in sala. In macchina, si torna a casa.

3 commenti:

Fabio ha detto...

Che bello Albe, che bello!
Beh dopo alcuni articoli su cosa fai ad ingegneria, mi son fatto l'idea che te lo meritavi proprio un bel viaggio-concerto. E te lo dice uno che di viaggi-concerti non ne fa mai, salvo eccezioni rarissime (cui hai potuto assistere :-) ).
Io son qui che muoio per una presentazione in PowerPoint che devo speakare venerdì, ho il cerebro totally in pappa. Ciao bello

paolo ha detto...

bello bello, di solito sono io quello che riempie i blog di recensioni euforiche sui concerti..
quasi quasi ti perdono per essere andato al concerto quando a me sti stronzi mi hanno chiuso fuori dall'alcatraz :D

a sixty ton angel falls to the earth...

Anonimo ha detto...

applauso a te crivellaro come scrivi tu nessuno mai.ti ricordo solo che ho un numero di telefono cellulare,uno di casa,un indirizzo mail,un indirizzo postale.scrimi chiamami,fai qualcosa.mi manchi.
anonima napoletana