
È impressionante pensare a quanti uomini abbiano impiegato tutti i loro sforzi, quanti informatici abbiano passato notti in bianco, quanti ingegneri si siano impegnati, quanti tecnici abbiano lavorato per anni e anni per costruire la meraviglia tecnologica che mi permette di connettermi a internet dall’aula magna dell’università e aggiornare il mio blog mentre la prof. spiega i diagrammi di bode.
Wow.
Ieri sera concerto porcupine tree+ anatema a clermont ferrand.
200km all’andata e 200 al ritorno per arrivare al concerto attraversando lande desolate colline montagne laghi fiumi mari ecc.ecc. nel buio sotto la pioggia battente, mentre un compagno di viaggio dorme e l’altro tace..e vi assicuro che se già è difficile capire a cosa pensa uno che sta zitto da noi, uno che sta zitto in francese è ancora peggio.
Non è facile discutere mezz’ora con quelli della security perché non vogliono la mia macchina fotografica ma fanno entrare quelli con cellulari col doppio della risoluzione; non è mai facile, in generale, sentire un concerto a stomaco vuoto; non è facile fare 4 ore di viaggio per due ore e mezza di concerto (una e mezza se togli il gruppo spalla), e nemmeno restare in piedi ancora bagnaticcio in mezzo a duecento persone la cui massima espresione di sfrenatezza e follia è muovere la testa avanti e indietro a ritmo di musica.
Ma se bastano due canzoni a far dimenticare tutto questo e a ipnotizzarmi in uno sguardo estasiato che neanche quando da piccolo mi regalavano dei lego a natale, allora forse ne è valsa la pena.
Un’ora e mezza passa in fretta, fra canzoni vecchie e canzoni nuove, canzoni conosciute e canzoni mai sentite; suonano bene, il tizio canta ancora meglio, uhm non si discostano mai troppo dalla versione album delle canzoni ma almeno non le fanno uguali ( in effetti non capisco quelli che quando gli chiedi com’è andato un concerto ti rispondono ‘bellissimo era proprio uguale al cd!’. …?!?e allora che ci vai a fare?!?mah..); il tastierista sembra uno dei pooh e questo mi fa sentire un po’ a casa; come sempre, passo buona parte del tempo a fissare le facce dei musicisti, chissà a cosa pensano chissà cosa provano lì in piedi sul palco; alla fine mentre cerco inutilmente di cantare l’ultima emozionante ‘trains’ inventandomi le parole l’unico pensiero in testa è di essere ad almeno 500km da tutte le persone che vorei fossero qui in questo momento.
Applauso finale. Luci in sala. In macchina, si torna a casa.
3 commenti:
Che bello Albe, che bello!
Beh dopo alcuni articoli su cosa fai ad ingegneria, mi son fatto l'idea che te lo meritavi proprio un bel viaggio-concerto. E te lo dice uno che di viaggi-concerti non ne fa mai, salvo eccezioni rarissime (cui hai potuto assistere :-) ).
Io son qui che muoio per una presentazione in PowerPoint che devo speakare venerdì, ho il cerebro totally in pappa. Ciao bello
bello bello, di solito sono io quello che riempie i blog di recensioni euforiche sui concerti..
quasi quasi ti perdono per essere andato al concerto quando a me sti stronzi mi hanno chiuso fuori dall'alcatraz :D
a sixty ton angel falls to the earth...
applauso a te crivellaro come scrivi tu nessuno mai.ti ricordo solo che ho un numero di telefono cellulare,uno di casa,un indirizzo mail,un indirizzo postale.scrimi chiamami,fai qualcosa.mi manchi.
anonima napoletana
Posta un commento