lunedì 31 dicembre 2007

Benazir Bhutto 21-6-1953 / 27-12-2007


Probabilmente è fuori luogo fare distinzioni fra i morti ammazzati 'per la democrazia' , che si tratti di attivisti uccisi da avversari politici, di persone comuni morte per mano di qualche attenatore suicida o di civili inermi sorpresi da una bomba intelligente; sempre morti sono, non ci resta che piangerli, e sperare, e magari cercare di fare qualcosa perchè certe cose non accadano più.

In più di solito ho molta diffidenza nei confronti delle informazioni dei giornali e della tv, credo che nella maggioranza dei casi siano del tutto inutili al fine di costruirsi un'opinione 'fondata' su qualche argomento.

Questa volta mi sono chiesto perchè la Bhutto abbia voluto essere proprio lì, a quel comizio, dopo aver visto assassinare uno dopo l'altro tutti i membri della sua famiglia, dopo essere tornata nel suo Paese da anni di esilio all'estero in mezzo a minacce di morte da ogni parte, dopo essere sfuggita miracolosamente a un attentato che ha fatto altre 140 vittime.

Mi sono chiesto quanti dei nostri politici sarebbero andati a fare un comizio dopo aver ricevuto tutte le minacce (e non solo) che ha ricevuto lei, nella nostra democrazia 'matura' e affaticata.

Mi chiedo se ci sarà un domani in cui il mondo guarderà a lei come alla martire di una causa che alla fine ha trionfato: la vera democrazia, la vera libertà dei popoli, islamici e no, quella per cui si muore, quella per cui non si uccide, quella che non si può 'esportare' a forza di bombardamenti.

Speriamo.

mercoledì 26 dicembre 2007

l'etranger natalizio

C’è un periodo della propria vita il cui si riesce ad apprezzare il Natale senza troppi problemi, che termina di solito quando qualche parente troppo premuroso informa il protagonista che babbo natale non esiste. Seguono anni di disprezzo e disapprovazione nel giovane adolescente disilluso; sentimenti che forse potrebbero essere meno radicali se quando ci si guarda intorno non ci fossero solo multinazionali di consumo a credere ciecamente nel potere di redenzione del natale, o se non fossero solo le lamentele per regali da fare e pranzi pantagruelici da ‘sopportare’ a occupare la maggior parte del racconto della gente quanto le chiedi ‘che fai per le feste?’.

Tutto questo sprofonda fino a un’insofferenza cinica o alla depressione: i più fortunati osservano scettici fiumi di gente attraversare le porte girevoli dei centri commerciali come formiche isteriche sotto la luce blu delle luminarie; gli altri colgono l’occasione per fermarsi un po’ e sentire il tempo passargli sopra, per farsi invadere dalla nostalgia o da ricordi troppo pesanti; e allora sì che il Natale diventa un brutto periodo.

O a volte capita che si torni dopo qualche mese e che tutto quel che resta del natale in una valigia troppo piena sia la gioia di sedersi a tavola insieme a tutta la famiglia; e mentre in cucina affetto l’ananas senza troppa convinzione, mentre il cuginetto strilla saltando sul divano, mentre mio fratello grida la stessa cosa tre volte per farsi sentire dal nonno , mentre mia zia come sempre troppo snob fa i complimenti a mia madre per le torte salate, mentre mio padre incastrato a capotavola cerca disperatamente una via per svignarsela e mettersi a strimpellare, mi stupisco di quanto tutto questo mi mancasse, mi stupisco di accorgermene solo adesso, mi scopro felice di essere qui di essere a natale, ed era una sacco di tempo che non mi succedeva.

buone feste!

lunedì 10 dicembre 2007

les voleurs de swing


questo e' il nome di un gruppo che ha suonato qualche tempo fa qui a centrale.
i voleurs, quelli veri, sono venuti nella mia stanza venerdi' scorso e dopo aver sfasciato la porta mi han rubato il computer, che per me era anche il telefono, la radio, la televisione, la posta, i giochi, le dispense dell'universita', l'album delle fotografie, insomma un bel po' di cose;
grande e' lo sdegno che mi colse all'atto della scoperta del dolo, ma deh!, nessun ladruncolo da quattro soldi impedira' alla voce libera e indipendente di questo blog di esprimersi e di perseguire la sua battaglia di informazione su tutte le robe improbabili che succedono da queste parti, a costo di scrivere lentissimi post dalla tastiera invertita della biblioteca.
chi i responsabili del vile gesto? indipendentisti corsi? esponenti del racket delle crepes? tifosi ancora incazzati per la coppa del mondo? spie cinesi? l'insospettabile vicino?
in effetti i maggiori sospetti al momento vertono sulla responsabile delle residenze universitarie, forse un auto-indennizzo per non aver ancora pagato l'affitto di questo mese, o forse un tentativo di censura dopo aver pubblicato lo scottante video che documentava attivita' bowlingistiche illecite all'interno del residence.

Le indagini proseguono, nel frattempo se qualcuno vi propone di acquistare un portatile semi-nuovo di occasione di provenienza estera magari ditegli di aspettare un attimo e fatemi un colpo di telefono..

questo weekend fete des lumieres a lione con genitori nonni e zii giunti per l'occasione; in pratica in tutti i posti possibili e immaginabili vengono messe opere d'arte luminose e la citta' dal tramonto fino a notte fonda si trasforma in una specie di teatro gigante a cielo aperto con migliaia di persone che girano a piedi per le vie; fra le opere più curiose, la statua equestre di piazza bellecour chiusa in una palla di vetro gigante con tanto di neve finta, una cattedrale usata come schermo per proiezioni di immagini di alberi foglie ecc.ecc., e quella nella foto..

lunedì 3 dicembre 2007

trains



È impressionante pensare a quanti uomini abbiano impiegato tutti i loro sforzi, quanti informatici abbiano passato notti in bianco, quanti ingegneri si siano impegnati, quanti tecnici abbiano lavorato per anni e anni per costruire la meraviglia tecnologica che mi permette di connettermi a internet dall’aula magna dell’università e aggiornare il mio blog mentre la prof. spiega i diagrammi di bode.

Wow.

Ieri sera concerto porcupine tree+ anatema a clermont ferrand.

200km all’andata e 200 al ritorno per arrivare al concerto attraversando lande desolate colline montagne laghi fiumi mari ecc.ecc. nel buio sotto la pioggia battente, mentre un compagno di viaggio dorme e l’altro tace..e vi assicuro che se già è difficile capire a cosa pensa uno che sta zitto da noi, uno che sta zitto in francese è ancora peggio.

Non è facile discutere mezz’ora con quelli della security perché non vogliono la mia macchina fotografica ma fanno entrare quelli con cellulari col doppio della risoluzione; non è mai facile, in generale, sentire un concerto a stomaco vuoto; non è facile fare 4 ore di viaggio per due ore e mezza di concerto (una e mezza se togli il gruppo spalla), e nemmeno restare in piedi ancora bagnaticcio in mezzo a duecento persone la cui massima espresione di sfrenatezza e follia è muovere la testa avanti e indietro a ritmo di musica.

Ma se bastano due canzoni a far dimenticare tutto questo e a ipnotizzarmi in uno sguardo estasiato che neanche quando da piccolo mi regalavano dei lego a natale, allora forse ne è valsa la pena.

Un’ora e mezza passa in fretta, fra canzoni vecchie e canzoni nuove, canzoni conosciute e canzoni mai sentite; suonano bene, il tizio canta ancora meglio, uhm non si discostano mai troppo dalla versione album delle canzoni ma almeno non le fanno uguali ( in effetti non capisco quelli che quando gli chiedi com’è andato un concerto ti rispondono ‘bellissimo era proprio uguale al cd!’. …?!?e allora che ci vai a fare?!?mah..); il tastierista sembra uno dei pooh e questo mi fa sentire un po’ a casa; come sempre, passo buona parte del tempo a fissare le facce dei musicisti, chissà a cosa pensano chissà cosa provano lì in piedi sul palco; alla fine mentre cerco inutilmente di cantare l’ultima emozionante ‘trains’ inventandomi le parole l’unico pensiero in testa è di essere ad almeno 500km da tutte le persone che vorei fossero qui in questo momento.

Applauso finale. Luci in sala. In macchina, si torna a casa.