continua la saga dei filmati sugli italiani visti dal resto del mondo. penso che alla fine di questi due anni avrò raccolto tanto materiale da poterci fare una tesi per la laurea honoris causa in sociologia. questo me l'ha fatto vedere un amico colombiano. giudicate voi..
the italian man who goes to malta
mercoledì 24 ottobre 2007
lunedì 22 ottobre 2007
le petit marseillais

Tornato da weekend di tornei sportivi per tutte le écoles centrales a marsiglia, a cui ho partecipato in qualità di onorevole rappresentante dell' ecl-lyon handball. Sono stati due giorni intensi e pieni di cose da raccontare, potrei scrivere delle notti dormite su una brandina nell'atrio di un ippodromo in mezzo ad altre 600 persone, o di quanto mi abbia fatto piacere incontrare delle compagne del poli che ora sono a nantes e a parigi e parlare con loro per una sera intera dopo averci scambiato tre o quattro parole durante tutto l'anno scorso; della finale della coppa del mondo di rugby proiettata su due megaschermi uno in ritardo di 5 secondi rispetto all'altro, così che le grida del pubblico arrivavano due volte da parti diverse della sala; dei compagni di squadra, delle partite giocate, delle emozioni- molte- e del mio ruolo da panchinaro afficionado, che mi ha lasciato abbastanza tempo per riflettere sul perchè continuo a giocare, dopo essermi detto un sacco di volte 'stavolta la pianto lì' . Non lo so, è difficile, ho capito che alla fine, fin da quando ho iniziato, io odio questo sport, e non ne posso fare a meno.
Penso che non so fare nulla, e continuo ad allenarmi duramente per ricoprire al meglio questo ruolo nella squadra.
Ho capito che sono felice, perchè continuo a giocare, perchè mi diverto un sacco, perchè sulla carta nulla impedisce che possa migliorare un giorno, magari l'ultima partita prima di appendere pure io le scarpe/ a qualche tipo di muro / ecc.ecc. Non so come chiamarla, speranza illusoria , voglia di continuare a provarci , o semplicemente voglia di prendere palate in faccia. tant'è.
Ritorno;dodici ore di sonno; terza lezione di inglese, e seconda figura di merda col prof., di cui risparmio i particolari.
Manca poco al primo rientro in italia, e anche se non lo confesserò mai a nessuno pecchè so'omo rude, comincio a sentire una certa emozione.
Non so che fare col ficus, se portarlo via o no. Non so, magari una settimana qua da solo si deprime. d'altra parte, se lo porto con me, come faccio a trasportarlo?
Altra questione aperta.
lunedì 15 ottobre 2007
supermarket
Oggi pomeriggio seconda lezione di inglese.
Me l'avevano detto, che l'unica cosa più difficile di arrivare in francia e mettersi a parlare fancese è arrivare in francia e provare a spiccicare due parole di inglese.
E' veramente incredibile quanti e quali accostamenti diversi la mente riesce a fare con le parole, partorendo in continuazione perle del tipo what's your appelle?- i'm allé to the village- i'm tres happy to be here ecc.ecc.
La scorsa volta il professore parlava in inglese; 20 facce attente attorno a lui, pronte a captare ogni espressione idiomatica; ogni tanto diceva una frase difficile, fra gli ascoltatori cinque o sei continuavano ad annuire, gli altri lo guardavano, la fronte aggrottata e l'aria interrogativa; allora
lui si interrompeva e spiegava il significato dell'espressione.
in francese.
19 facce annuenti e una con fronte aggrottata e aria interrogativa.
Cosa vuol dire 'tame'? 'semplice: apprivoiser!'
ah, beh, grazie..
Oggi casualmente sono arrivato in ritardo.
Entro in classe trafelato, il prof. mi rimprovera e poi mi chiede come mai i'm so late.
E' curioso come spesso dovendo scegliere fra diecimila scuse non troviamo niente di meno banale della verità , e allo stesso tempo come questa si riveli, il più delle volte, la scusa più idiota di tutte.
'ehm, I'm desolé,I was at the supermarket'.
Ecco.
Credo che perfino lui si aspettasse di meglio, a giudicare dal suo sguardo. Risata generale. Se volevo rompere il ghiaccio ce l'ho fatta, mi dico. Il seguito ve lo risparmio. E meno male che volevo andare a fare cinese..
Me l'avevano detto, che l'unica cosa più difficile di arrivare in francia e mettersi a parlare fancese è arrivare in francia e provare a spiccicare due parole di inglese.
E' veramente incredibile quanti e quali accostamenti diversi la mente riesce a fare con le parole, partorendo in continuazione perle del tipo what's your appelle?- i'm allé to the village- i'm tres happy to be here ecc.ecc.
La scorsa volta il professore parlava in inglese; 20 facce attente attorno a lui, pronte a captare ogni espressione idiomatica; ogni tanto diceva una frase difficile, fra gli ascoltatori cinque o sei continuavano ad annuire, gli altri lo guardavano, la fronte aggrottata e l'aria interrogativa; allora
lui si interrompeva e spiegava il significato dell'espressione.
in francese.
19 facce annuenti e una con fronte aggrottata e aria interrogativa.
Cosa vuol dire 'tame'? 'semplice: apprivoiser!'
ah, beh, grazie..
Oggi casualmente sono arrivato in ritardo.
Entro in classe trafelato, il prof. mi rimprovera e poi mi chiede come mai i'm so late.
E' curioso come spesso dovendo scegliere fra diecimila scuse non troviamo niente di meno banale della verità , e allo stesso tempo come questa si riveli, il più delle volte, la scusa più idiota di tutte.
'ehm, I'm desolé,I was at the supermarket'.
Ecco.
Credo che perfino lui si aspettasse di meglio, a giudicare dal suo sguardo. Risata generale. Se volevo rompere il ghiaccio ce l'ho fatta, mi dico. Il seguito ve lo risparmio. E meno male che volevo andare a fare cinese..
martedì 9 ottobre 2007
PROVE TECNICHE DI TRASMISSIONE
questo blog riapre dopo qualche giorno di silenzio per motivi tecnici.
Ci scusiamo coi lettori per l'assenza prolungata, le caselle di posta elettronica hanno dovuto essere riaggiornate per accogliere le migliaia di email che ogni giorno giungono da ogni parte del mondo da parte di fans entusiasti.
Ora, per prima cosa ci terrei a sottolineare il fatto che non piove;
secondariamente, questa settimana gli alti e bassi umorali si sono alternati fra i corsi gli allenamenti le uscite serali e le partite di rugby in tv, per la prima volta dopo settimane di ininterrotto innocente straripante 'entusiasmo da novità'.
Vabbuò, credo stia maturando dentro di me la differenza fra vivere in un posto e visitarlo, tutto qua, fra andare lontano e vivere lontano.
Saluti da Leonardo Cucciolo, il ficus che sta sempre meglio e ha messo le nouve foglie, che è il suo modo di sorridere. Il codice fiscale, su suo suggerimento, è quello di q, così intesto tutto alla pianta e le tasse me le paga lui.
Ci scusiamo coi lettori per l'assenza prolungata, le caselle di posta elettronica hanno dovuto essere riaggiornate per accogliere le migliaia di email che ogni giorno giungono da ogni parte del mondo da parte di fans entusiasti.
Ora, per prima cosa ci terrei a sottolineare il fatto che non piove;
secondariamente, questa settimana gli alti e bassi umorali si sono alternati fra i corsi gli allenamenti le uscite serali e le partite di rugby in tv, per la prima volta dopo settimane di ininterrotto innocente straripante 'entusiasmo da novità'.
Vabbuò, credo stia maturando dentro di me la differenza fra vivere in un posto e visitarlo, tutto qua, fra andare lontano e vivere lontano.
Saluti da Leonardo Cucciolo, il ficus che sta sempre meglio e ha messo le nouve foglie, che è il suo modo di sorridere. Il codice fiscale, su suo suggerimento, è quello di q, così intesto tutto alla pianta e le tasse me le paga lui.
mercoledì 3 ottobre 2007
martedì 2 ottobre 2007
1 ottobre
barbara.l'aigle noir.
prendere una canzone.
dimenticarsene per dieci o vent'anni, fino a ignorarne l'esistenza.
riascoltarla improvvisamente dopo tanto tempo è stranissimo, lasciarsi sommergere da tutte le emozioni che fioriscono da angoli nascosti chissà dove e inebriano ricordi avvizziti, mentre fra le note i dejavu fanno capolino.
questa notte penso a chi la suonava accanto a me tanto tanto tempo fa, quando ancora non sapevo chi fosse barbara, quando ancora non sapevo nemmeno dove fosse la francia, quando i miei problemi linguistici si concentravano sui primi passi con l'italiano, i miei problemi di vita si concentravano sui primi passi.
piove.
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