mercoledì 1 settembre 2010

Alta Fedeltà

Se c'è una cosa per cui vale la pena leggere questo romanzo di N.Hornby è che poi uno si ferma un momento e si rende conto di tutte le canzoni che fanno la sua vita. Nel bene e nel male, quelle che odi e diventi isterico quando le senti per caso in macchina di amici, e sei lì che stringi i denti e non puoi dir niente, che quella è la raccolta che gli ha regalato la sua ragazza e ci tiene tanto. Quelle che non sai nemmeno di averle sentite ti alzi la mattina e le canticchi tutto il giorno senza rendertene conto. Quelle che 'questa era la Nostra canzone..' e poi quando la storia finisce non ti dicono più nulla.

(O le risenti in macchina con qualche amico nella raccolta della sua tipa).

Quelle che ti vergogni di ammettere di ascoltare, ma le ascolti lo stesso, da solo in camera.
O quelle che associ indissolubilmente a una faccia, a un momento, a un odore.
Tutti ne abbiamo piena la testa di canzoni così, è incredibile, ci si potrebbe fare delle liste e poi usarle al posto della carta d'indentità.

Nome : Luca
Cognome : Rossi
Canzone cantata ad alta voce in macchina da solo :
Canzone di cui non ricorda titolo e autore ma si ricorda il motivetto :
etc.etc.

C'è quella canzone di De Gregori, quella che dopo le 11 di sera mi fa sempre piangere. Pezzi di Vetro. O quell'altra che ho ascoltato una notte a Rovereto e mi sono innamorato, Arlecchino.

Un sacco di canzoni ovviamente sono legate alla vita sentimentale, nel bene e nel male. Come quando ho preso in prestito in biblioteca il ciddì di un gruppo mai sentito prima per fare bella figura con la ragazza che mi piaceva. Non so forse avrei dovuto prenderne in prestito di più, fatto sta che la cosa non funzionò. In compenso imparai a apprezzare i Pink Floyd.

Ci sono i ciddì dei CCCP che un mio amico trovò fra le cose di suo padre e che ci portava a scuola come reliquie. E tutti quei gruppi con nomi improbabili che finivano in 'ska'.
E (...)

giovedì 22 luglio 2010

22/7/2010

Faith Aiworo è una ragazza della mia età. Ho sentito la sua storia per caso, ieri, nella rubrica delle notizie locali di radio popolare. Condannata a morte nel suo paese natale, la Nigeria, per aver ucciso un uomo che aveva tentato di stuprarla, era fuggita in Italia per scampare alla condanna. Dopo quattro anni di clandestinità nel nostro paese, due settimane fa Faith ha subito un altro tentativo di stupro nel suo appartamento a Bologna; i vicini hanno allertato le forze dell'ordine che sono intervenute arrestando entrambi, violentatore e vittima. Su Faith infatti pendevano due decreti di espulsione, quindi, dopo aver denunciato il suo aggressore in questura, è stata dapprima trasferita in un Cpt, e successivamente (2 giorni fa) rimpatriata in Nigeria, dove l'attende l'impiccagione.

Non ho trovato questa notizia sul sito del corriere, nè su quella degli altri principali giornali italiani, questo è il motivo per cui la posto qui. Non certo perchè mi illuda che serva a qualcosa per lei; forse, al massimo, serve un pochino a noi, vittime quotidiane delle ipocrisie dei media, come piccolo spunto di riflessione. Quando sentiremo al telegiornale il prossimo servizio demenziale sulle vacanze dei vip o sul caldo che fa, al posto di chiederci 'ma cosa ci fanno vedere?' potremmo chiederci 'cosa NON ci fanno vedere?'

giovedì 8 luglio 2010