Perchè oggi ho letto sul giornale che se n'è andata, e fuori dalla finestra Milano era incredibilmente grigia.
Son folle di te, amore,
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
quiesti giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.
lunedì 2 novembre 2009
domenica 13 settembre 2009
venerdì 31 luglio 2009
Ovunque proteggi
Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.
In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
V. Capossela
Questa notte questo blog chiude. Per due anni mi è servito per tendere un piccolo filo fra le notti francesi e i volti le cose i ricordi italiani, per cercare di condividere un poco di questo viaggio, non so nemmeno bene con chi.
Non dico che non ci scriverò più , non dico che non lo aggiornerò più, semplicemente oggi ha finito di fare quel che era nato per fare, da domani si cambia, da domani non sarà più la stessa cosa (quasi per nessuna cosa, d'altronde). Ho scoperto che anche le cose non solo i gatti hanno tante vite, e che anche noi, e che piccole vite muoiono continuamente e altre nascono in noi belle di una bellezza diversa, come gli amori, come le nuvole di Alda Merini che vanno e vengono, partono lasciando come piccoli tratti che uno da vicino non li vede e che poco a poco formano il quadro della nostra incredibile Vita.
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.
In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
V. Capossela
Questa notte questo blog chiude. Per due anni mi è servito per tendere un piccolo filo fra le notti francesi e i volti le cose i ricordi italiani, per cercare di condividere un poco di questo viaggio, non so nemmeno bene con chi.
Non dico che non ci scriverò più , non dico che non lo aggiornerò più, semplicemente oggi ha finito di fare quel che era nato per fare, da domani si cambia, da domani non sarà più la stessa cosa (quasi per nessuna cosa, d'altronde). Ho scoperto che anche le cose non solo i gatti hanno tante vite, e che anche noi, e che piccole vite muoiono continuamente e altre nascono in noi belle di una bellezza diversa, come gli amori, come le nuvole di Alda Merini che vanno e vengono, partono lasciando come piccoli tratti che uno da vicino non li vede e che poco a poco formano il quadro della nostra incredibile Vita.
mercoledì 15 luglio 2009
punti di vista
In questi giorni ho scoperto che posso presentare il mio stage in diversi modi.
modo1( tipo al bar in fase abbordaggio tipe):
faccio esperimenti in spazi finitodimensionali a 32 000 o più dimensioni e rimodello l'informazione spettrale con ortogonalizzazioni e precondizionamenti. Quando mi annoio navigo nel cyberspazio.
Dopo aver ricevuto reazioni dalle tipe come :
orto che? che c'entra il giardinaggio?
wow anche io ho visitato una casa spettrale una volta in un lunapark.
se ti intendi di precondizionatori, potresti passare da me uno di sti giorni ho l'aria condizionata della macchina che non va.)
ecc.
inutile dire che la tattica d'abbordaggio non ha funzionato quindi ho deciso di cambiare tattica.
modo2 (meno startreck, più terra terra):
guardo cifre sfilare sul computer. ogni tanto, per uscire dalla routine, faccio un grafico excell. Quando mi annoio, cazzeggio su internet.
Vedrò gli effetti del secondo approccio...
modo1( tipo al bar in fase abbordaggio tipe):
faccio esperimenti in spazi finitodimensionali a 32 000 o più dimensioni e rimodello l'informazione spettrale con ortogonalizzazioni e precondizionamenti. Quando mi annoio navigo nel cyberspazio.
Dopo aver ricevuto reazioni dalle tipe come :
orto che? che c'entra il giardinaggio?
wow anche io ho visitato una casa spettrale una volta in un lunapark.
se ti intendi di precondizionatori, potresti passare da me uno di sti giorni ho l'aria condizionata della macchina che non va.)
ecc.
inutile dire che la tattica d'abbordaggio non ha funzionato quindi ho deciso di cambiare tattica.
modo2 (meno startreck, più terra terra):
guardo cifre sfilare sul computer. ogni tanto, per uscire dalla routine, faccio un grafico excell. Quando mi annoio, cazzeggio su internet.
Vedrò gli effetti del secondo approccio...
martedì 30 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
vdm
oggi, dopo due settimane di stage, faccio la prima presentazione del mio lavoro davanti al mio capo e altri 5 ingegneri. ho ripetuto la presentazione una decina di volte perchè sia perfetta. alla fine va tutto bene,mi sento sempre più disinvolto, tanto che quando mi pongono delle domande rispondo con aria sicura facendo tanto di schemi e tracciati sulla lavagna a pennarelli dietro di me.
'Bene bene credo proprio che lascerò una buona impressione oggi...' penso soddisfatto.
Se sia stata buona non lo so, ma l'impressione c'è stata di sicuro : i pennarelli che ho usato per la lavagna erano indelebili...
:S
PS
se a volte v capita d sentirvi particolarmente sfigati, fatevi un giro qui ...
'Bene bene credo proprio che lascerò una buona impressione oggi...' penso soddisfatto.
Se sia stata buona non lo so, ma l'impressione c'è stata di sicuro : i pennarelli che ho usato per la lavagna erano indelebili...
:S
PS
se a volte v capita d sentirvi particolarmente sfigati, fatevi un giro qui ...
martedì 5 maggio 2009
mercoledì 15 aprile 2009
le iene
lo so lo so mi ero ripromesso di non scrivere mai cose di tipo squisitamente esistenziale,stasera ho deciso di fare un piccolo strappo alla regola, e forse è segno che questo blog ormai è alla frutta, o forse sono io alla frutta, o non lo so.
Una volta tanto tempo fa una mia amica si è fatta investire da una moto, e dopo l'incidente mi ha detto 'cmq sai non è mica vero che ti passa tutta la vita davanti...'.
A me stasera è capitato, mi è passata tutta la vita davanti e in circostanze molto meno cruente, ossia facendo il giro dell'isolato, fra via ponzio e via bonardi se proprio volete saperlo nel caso vogliate provare a ripetere l'esperienza.
La vita mi è passata davanti, ma la vita futura, del passato chissenefrega tutto sommato lo conoscevo già. L'ho vista e assomigliava a uno di quei film di tarantino, in cui i personaggi fanno cose bestiali e si fanno a pezzi ma sempre con una musica incredibile rock'n'roll di sottofondo.
Rimettevamo insieme la banda, un gruppo che in realtà non c'è mai stato. Ero giovane bello e menefreghista come quel tizio che rovista nella spazzatura con una giacca addosso e completamente nudo sotto. Parlavo dei miei ideali con dio e marx la sera prima di addormentarmi, vivevo la mia prima volta in un campo enorme di girasoli, e i miei vestiti restavano appesi sui petali. Mi trovavo spesso a ridere e chiacchierare con la mia vicina di posto, su un aereo low-cost per parigi. Fondavo un club e costruivo un'astronave di cerini. Ero la vendetta sghignazzante del mio passato. Chiedevo a uno scrittore in esilio 'ma come si diventa poeta?'.
Ma, d'altronde, come già qualcun'altro ha detto, La vita non è come l'hai vista al cinematografo, la vita è più difficile.
Avendo già scommesso una pizza con antipasti stasera (e Dio solo sa quanto possano essere cruciali gli antipasti nelle pizzerie milanesi di questi tempi), potrei anche decidere di scommettere una birra col primo che scopre tutti i film nascosti qui. Dopotutto sempre meglio che scommettere un dito...
Una volta tanto tempo fa una mia amica si è fatta investire da una moto, e dopo l'incidente mi ha detto 'cmq sai non è mica vero che ti passa tutta la vita davanti...'.
A me stasera è capitato, mi è passata tutta la vita davanti e in circostanze molto meno cruente, ossia facendo il giro dell'isolato, fra via ponzio e via bonardi se proprio volete saperlo nel caso vogliate provare a ripetere l'esperienza.
La vita mi è passata davanti, ma la vita futura, del passato chissenefrega tutto sommato lo conoscevo già. L'ho vista e assomigliava a uno di quei film di tarantino, in cui i personaggi fanno cose bestiali e si fanno a pezzi ma sempre con una musica incredibile rock'n'roll di sottofondo.
Rimettevamo insieme la banda, un gruppo che in realtà non c'è mai stato. Ero giovane bello e menefreghista come quel tizio che rovista nella spazzatura con una giacca addosso e completamente nudo sotto. Parlavo dei miei ideali con dio e marx la sera prima di addormentarmi, vivevo la mia prima volta in un campo enorme di girasoli, e i miei vestiti restavano appesi sui petali. Mi trovavo spesso a ridere e chiacchierare con la mia vicina di posto, su un aereo low-cost per parigi. Fondavo un club e costruivo un'astronave di cerini. Ero la vendetta sghignazzante del mio passato. Chiedevo a uno scrittore in esilio 'ma come si diventa poeta?'.
Ma, d'altronde, come già qualcun'altro ha detto, La vita non è come l'hai vista al cinematografo, la vita è più difficile.
Avendo già scommesso una pizza con antipasti stasera (e Dio solo sa quanto possano essere cruciali gli antipasti nelle pizzerie milanesi di questi tempi), potrei anche decidere di scommettere una birra col primo che scopre tutti i film nascosti qui. Dopotutto sempre meglio che scommettere un dito...
giovedì 19 marzo 2009
luci della città
notte.in cima alla collina ci facciamo spettinare dal vento scuro e guardiamo la città illuinata sotto di noi.
"A volte credo che quel che manca davvero, quel che è imperdonabile di milano è che non ha un posto così,una vista dall'alto. è così bella la città da qui, la vista i rumori che arrivano da lontanissimo, le macchine che sembrano andare più piano, milioni di persone che passano le loro piccole vite sotto di te. Uno si rende conto del posto che hanno nel mondo lui, le sue gioie, le sue sofferenze, la sua vita. E in fondo gli viene da sbattersene anche un po'."
"Adesso capisci perchè a Gesù non gliene deve fregare un bel niente di quaggiù..."
Sorrido. Mi rendo conto che la saggezza spesso è piccola e inaspettata, che la bellezza è bella solo quando è involontaria, che la persona che ha trovato cosa scrivere sul dizionario alla voce 'amico' doveva essere straordinariamente saggio, o straordinariqmente stupido.
Mi rendo conto di diecemila altre cose di cui mi dimentico subito dopo.
"Ho freddo,scendiamo".
Ci incamminiamo per rituffarci nelle luci della città.
"A volte credo che quel che manca davvero, quel che è imperdonabile di milano è che non ha un posto così,una vista dall'alto. è così bella la città da qui, la vista i rumori che arrivano da lontanissimo, le macchine che sembrano andare più piano, milioni di persone che passano le loro piccole vite sotto di te. Uno si rende conto del posto che hanno nel mondo lui, le sue gioie, le sue sofferenze, la sua vita. E in fondo gli viene da sbattersene anche un po'."
"Adesso capisci perchè a Gesù non gliene deve fregare un bel niente di quaggiù..."
Sorrido. Mi rendo conto che la saggezza spesso è piccola e inaspettata, che la bellezza è bella solo quando è involontaria, che la persona che ha trovato cosa scrivere sul dizionario alla voce 'amico' doveva essere straordinariamente saggio, o straordinariqmente stupido.
Mi rendo conto di diecemila altre cose di cui mi dimentico subito dopo.
"Ho freddo,scendiamo".
Ci incamminiamo per rituffarci nelle luci della città.
martedì 17 marzo 2009
martedì 3 marzo 2009
3-3-2009
L'unica cosa che mi ricordo del catechismo, quando ero piccolo e mia madre mi ci portava direttamente all'uscita della scuola, è un piccolo aneddoto che la maestra ci aveva raccontato su S.Agostino (o almeno credo).
Un giorno il Santo sta camminando meditabondo sulla spiaggia, riflettendo sugli insondabili misteri della vita e della morte, di dio, dell'uomo, etcaetera etcaetera. A un certo punto vede un bambino tutto solo che gioca sulla sabbia, ha scavato una buca e fa avanti e indietro dal mare, prende dell'acqua con una paletta (di quelle che c'erano al tempo di Sant'Agostino,naturalmente) e la butta nella buca, poi torna al mare a prenderne dell'altra, e così senza mai fermarsi.
Sic, il Santo, incuriosito come spesso si è incuriositi da particolari futili mentre si sta pensando a cose importantissime, si ferma e interpella il bambino.
"cosa fai bambino con la tua paletta?"
"ho scavato questa buca nella sabbia, e adesso voglio metterci tutta l'acqua del mare".
Il Santo sorride di tenerezza, e dice "bambino ma non vedi che non riuscirai mai a mettere tutta l'acqua del mare lì dentro con la tua paletta?"
Il bambino sorride di tenerezza, e dice " e allora perchè tu cerchi ancora di abbracciare con la tua piccola mente misteri che sono più grandi del mare?"
Questa è l'unica cosa che mi ricordo del catechismo, ed è buffo che mi sia tornata in mente da quando ieri mattina F., 20 anni, si è impiccato nella sua stanza nel campus dell'Ecole. Avevamo lavorato un anno e mezzo insieme per il PE, non ci vedevamo mai fuori dal lavoro, F. non parlava mai di cose non necessarie, era taciturno. E' vero, non bisogna spendere tempo a cercare di abbracciare con la mente cose più grandi di noi, non bisogna pretendere di cercare di capire forse, tutto quel che mi viene è male allo stomaco , e una piccola lacrima.
Un giorno il Santo sta camminando meditabondo sulla spiaggia, riflettendo sugli insondabili misteri della vita e della morte, di dio, dell'uomo, etcaetera etcaetera. A un certo punto vede un bambino tutto solo che gioca sulla sabbia, ha scavato una buca e fa avanti e indietro dal mare, prende dell'acqua con una paletta (di quelle che c'erano al tempo di Sant'Agostino,naturalmente) e la butta nella buca, poi torna al mare a prenderne dell'altra, e così senza mai fermarsi.
Sic, il Santo, incuriosito come spesso si è incuriositi da particolari futili mentre si sta pensando a cose importantissime, si ferma e interpella il bambino.
"cosa fai bambino con la tua paletta?"
"ho scavato questa buca nella sabbia, e adesso voglio metterci tutta l'acqua del mare".
Il Santo sorride di tenerezza, e dice "bambino ma non vedi che non riuscirai mai a mettere tutta l'acqua del mare lì dentro con la tua paletta?"
Il bambino sorride di tenerezza, e dice " e allora perchè tu cerchi ancora di abbracciare con la tua piccola mente misteri che sono più grandi del mare?"
Questa è l'unica cosa che mi ricordo del catechismo, ed è buffo che mi sia tornata in mente da quando ieri mattina F., 20 anni, si è impiccato nella sua stanza nel campus dell'Ecole. Avevamo lavorato un anno e mezzo insieme per il PE, non ci vedevamo mai fuori dal lavoro, F. non parlava mai di cose non necessarie, era taciturno. E' vero, non bisogna spendere tempo a cercare di abbracciare con la mente cose più grandi di noi, non bisogna pretendere di cercare di capire forse, tutto quel che mi viene è male allo stomaco , e una piccola lacrima.
lunedì 9 febbraio 2009
9-02
Un mattino al risveglio da sogni inquieti Gregor Samsa si ritrovò nel suo letto trasformato in un gigantesco insetto.
mercoledì 14 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
rentrée

ritorno. rientrando a casa dopo 2 settimane di vacanza, mi sono reso conto che lo studente fuori sede è un animale a parte, siamo davvero tutti uguali. E' per questo, credo, che mi sono ritrovato in una riunione di riorganizzazione logistica della cucina insieme ai miei coinquilini con gli armadietti straripanti delle rispettive specialità regionali arrivati lì forse per merito di qualche mamma molto premurosa forse come un'originale forma di nostalgia, che, si sa, è il sentimento del ritorno.
Panettoni, pasta sughi Vs Miele burro panna e crèpes bretoni Vs Marmellate pane farina castagne glassate e birra di chartres.
Sarà un inverno mangereccio...
domenica 28 dicembre 2008
marocco
Entrare nella medina , la città vecchia di Mekhnes, è un'esperienza ipnotica. Entrare da una delle porte delle mura di terra e addentrarsi nel dedalo di vicoli straripanti di botteghe e case ammassate le une sulle altre è come lasciare per un po' le regole della realtà quotidiana. Qui tutto è talmente appiccicato che si mescola e si fonde, luce e ombra, vuoto e pieno, sogno e veglia, passato e presente, spirito e corpo, qui non esistono più opposti.
Tutto si confonde e disorienta inebriando i cinque sensi, come il numero sacro dell'Islam, come i suoi 5 pilastri, come le 5 palle dorate che brillano sulla cima del minareto.
Le donne passeggiano velate fuggendo gli sguardi mentre gli odori, cancellati nelle nostre città, qui si spandono senza pudore dalle botteghe e inondano i vicoli circostanti : l'odore di colla per legno o di tintura per abiti, il tanfo delle pelli conciate e messe a essiccare sui tetti, profumi di essenze di fiori venuti da lontano, o ancora l'odore di pesce o del pane che le bambine portano a cuocere al forno su tavole di legno.
La mano sfiora i tessuti preziosi, si affonda nei sacchi di granaglie, cerca di decifrare fregi millenari inspiegabilmente sopravvissuti sugli stipiti delle porte vecchie o sui muri delle moschee. Ho l'impressione che nella medina non serva un perchè.
Il suono è il racconto di attività quotidiane che qui si ripetono uguali da secoli, il martello del fabbro e quello dello spaccatore di pietre di sale, il richiamo del venditore di frutti, il grido di un facchino che trascina il suo asino carico di mercanzie. E sopra, la voce del muezim inonda la medina dal minareto che sovrasta le baracche e chiama i fedeli alla preghiera, 5 volte al giorno, ogni giorno, da secoli.
E' così destabilizzante entrare in questo piccolo mondo fuori dal mondo senza aver mai visto nulla di simile prima, e allo stesso tempo percepire ovunque i segni di una quotidianità che si ripete uguale da secoli.
L'occhio, l'occhio non crede ai suoi occhi e si fonde con l'immaginazione, cerca di sbirciare dalla soglia delle moschee, in cui è proibito l'ingresso all'infedele, e dalle porte delle case, a forma di serratura, chiavi indecifrabili per altri mondi onirici e nascosti.
L'occhio, l'occhio penetrante e sfuggevole delle donnee velate si incrocia per un attimo e subito si volge altrove.
Uscendo dalle mura di terra pressata da cui straripano le case, l'occhio si guarda indietro, interroga quel muro giallo da cui nulla traspare e si chiede se in fondo non si sia trattato solo di un piccolo sogno o di uno scherzo dell'immaginazione. In fondo, a metà strada fra le montagne dell'Atlante e le dune dell'erg, questa è anche una terra di miraggi.
Tutto si confonde e disorienta inebriando i cinque sensi, come il numero sacro dell'Islam, come i suoi 5 pilastri, come le 5 palle dorate che brillano sulla cima del minareto.
Le donne passeggiano velate fuggendo gli sguardi mentre gli odori, cancellati nelle nostre città, qui si spandono senza pudore dalle botteghe e inondano i vicoli circostanti : l'odore di colla per legno o di tintura per abiti, il tanfo delle pelli conciate e messe a essiccare sui tetti, profumi di essenze di fiori venuti da lontano, o ancora l'odore di pesce o del pane che le bambine portano a cuocere al forno su tavole di legno.
La mano sfiora i tessuti preziosi, si affonda nei sacchi di granaglie, cerca di decifrare fregi millenari inspiegabilmente sopravvissuti sugli stipiti delle porte vecchie o sui muri delle moschee. Ho l'impressione che nella medina non serva un perchè.
Il suono è il racconto di attività quotidiane che qui si ripetono uguali da secoli, il martello del fabbro e quello dello spaccatore di pietre di sale, il richiamo del venditore di frutti, il grido di un facchino che trascina il suo asino carico di mercanzie. E sopra, la voce del muezim inonda la medina dal minareto che sovrasta le baracche e chiama i fedeli alla preghiera, 5 volte al giorno, ogni giorno, da secoli.
E' così destabilizzante entrare in questo piccolo mondo fuori dal mondo senza aver mai visto nulla di simile prima, e allo stesso tempo percepire ovunque i segni di una quotidianità che si ripete uguale da secoli.
L'occhio, l'occhio non crede ai suoi occhi e si fonde con l'immaginazione, cerca di sbirciare dalla soglia delle moschee, in cui è proibito l'ingresso all'infedele, e dalle porte delle case, a forma di serratura, chiavi indecifrabili per altri mondi onirici e nascosti.
L'occhio, l'occhio penetrante e sfuggevole delle donnee velate si incrocia per un attimo e subito si volge altrove.
Uscendo dalle mura di terra pressata da cui straripano le case, l'occhio si guarda indietro, interroga quel muro giallo da cui nulla traspare e si chiede se in fondo non si sia trattato solo di un piccolo sogno o di uno scherzo dell'immaginazione. In fondo, a metà strada fra le montagne dell'Atlante e le dune dell'erg, questa è anche una terra di miraggi.
martedì 16 dicembre 2008
Il personaggio della settimana
Muntazer al-Zaidi, giornalista iracheno, che 3 giorni fa ha lanciato la sua scarpa a Bush durante una conferenza stampa a Baghdad. Verrà probabilmente incarcerato e forse fatto sparire, il suo nome verrà dimenticato, ma trovo che il suo gesto abbia qualcosa di poetico. Lanciare una scarpa all'uomo più potente della terra, questo è qualcosa di più che un atto dimostrativo.
Per quanto oggigiorno disponiamo di scarponi incredibilmente pesanti, con borchie chiodi e suole rinforzate, credo che in ogni caso non serva a un gran che lanciare una scarpa contro qualcuno, soprattutto se quel qualcuno è l'uomo più potente della terra: me lo immagino, il povero Muntazer, mentre ritorna tutto solo a casa sua (glielo auguro) un po' malconcio, sotto la pioggia (in queste situazioni piove sempre), zoppicando a piedi nudi (gli agenti di sicurezza hanno requisito anche i calzini come prova del delitto per il processo).
Ma il gesto inutile, ridicolo e disperato al tempo stesso, ha qualcosa di incredibile. Possono controllarti spiarti perquisirti bombardarti ma ancora qualcosa sfugge a questi grandi della terra, una scarpa vecchia e un po' puzzolente, la cosa più quotidiana del mondo.
Cosa faranno ora gli agenti di sicurezza di m.President? Convocheranno alle conferenze stampa solo giornalisti in mutande?
Forse non sarà una risata che vi seppellirà, ma una montagna di scarpe puzzolenti.
venerdì 12 dicembre 2008
Hot elves in the night
questa mattina lione si é svegliata imbiancata dalla neve.
Per il resto poco altro, vado a lezione svogliato quanto basta per addormentarmi, infreddolito quanto basta a tenermi sveglio.
E' una di quelle giornate apatiche, non ci puoi fare nulla, una di quelle giornate in cui nemmeno lasciare messaggi di insulti su un sito fans-club di paris hilton riesce a metterti di buon umore, in cui nemmeno il presidente del consiglio che fa incetta di premi "Fossile del giorno", rilasciati per i migliori attentati alla causa ambientalista (per i più distratti leggete qui) riesce a stimolare domande su dove cacchio andremo a finire, ma solo una risatina distratta con un retrogusto di sadico compiacimento.
Meno male che siamo sotto natale, e c'é chi non cessa di ricorarcelo...
http://it.youtube.com/watch?v=VCcrcmvIxbo
Per il resto poco altro, vado a lezione svogliato quanto basta per addormentarmi, infreddolito quanto basta a tenermi sveglio.
E' una di quelle giornate apatiche, non ci puoi fare nulla, una di quelle giornate in cui nemmeno lasciare messaggi di insulti su un sito fans-club di paris hilton riesce a metterti di buon umore, in cui nemmeno il presidente del consiglio che fa incetta di premi "Fossile del giorno", rilasciati per i migliori attentati alla causa ambientalista (per i più distratti leggete qui) riesce a stimolare domande su dove cacchio andremo a finire, ma solo una risatina distratta con un retrogusto di sadico compiacimento.
Meno male che siamo sotto natale, e c'é chi non cessa di ricorarcelo...
http://it.youtube.com/watch?v=VCcrcmvIxbo
domenica 9 novembre 2008
fondant au chocolat- ricetta dalle spiccate proprietà caloriche e afrodisiache by marceau
Vi consiglio questa ricetta soprattutto se avete problemi di linea,come per esempio se credete di essere irrimediabilmente, disperatamente troppo magri: provate a fare questa torta per tre giorni di seguito, e ogni vostra preoccupazione si dissolverà come un uovo battuto a neve nel burro fuso.
ingredienti:
120g di zucchero
75g di farina
150 g di ciocolato
75 g di nocciole (o 50g di cioccolato)
120g di burro
3 uova
1/2 bustina di lievito
Mettete il cioccolato e il burro tagliati a cubetti a fondere in un pentolino a fuoco lento o nel microonde (nel caso del microonde aggiungete un po' d'acqua). Pre-riscaldate il forno a 170° . Aggiungete lo zucchero mescolando. Aggiungete le uova a una a una sempre mescolando.
Aggiungete la farina mescolando. Se avete un crampo alla mano cambiate braccio. Aggiungete il lievito e le nocciole a cubetti, se non avete nocciole potete usare il cioccolato che vi resta (tipicamente le tavolettte sono da 200g) tagliato a cubetti non troppo piccoli e fare delle pepite di cioccolato (opzione particolarmente gustosa a dolce appena sfornato). Altra variante: al posto delle nocciole/cioccolato, aggiungete due mele sbucciate e tagliate a fettine una volta che l'impasto è già nella teglia.
Mettere il tutto in una teglia imburrata e infarinata; cuocere per una mezz'oretta abbondante (per vedere se il dolce è cotto infilateci un coltello dentro, se estraendolo non restano pezzi di impasto attaccati alla lama vuol dire che è pronto!).
ingredienti:
120g di zucchero
75g di farina
150 g di ciocolato
75 g di nocciole (o 50g di cioccolato)
120g di burro
3 uova
1/2 bustina di lievito
Mettete il cioccolato e il burro tagliati a cubetti a fondere in un pentolino a fuoco lento o nel microonde (nel caso del microonde aggiungete un po' d'acqua). Pre-riscaldate il forno a 170° . Aggiungete lo zucchero mescolando. Aggiungete le uova a una a una sempre mescolando.
Aggiungete la farina mescolando. Se avete un crampo alla mano cambiate braccio. Aggiungete il lievito e le nocciole a cubetti, se non avete nocciole potete usare il cioccolato che vi resta (tipicamente le tavolettte sono da 200g) tagliato a cubetti non troppo piccoli e fare delle pepite di cioccolato (opzione particolarmente gustosa a dolce appena sfornato). Altra variante: al posto delle nocciole/cioccolato, aggiungete due mele sbucciate e tagliate a fettine una volta che l'impasto è già nella teglia.
Mettere il tutto in una teglia imburrata e infarinata; cuocere per una mezz'oretta abbondante (per vedere se il dolce è cotto infilateci un coltello dentro, se estraendolo non restano pezzi di impasto attaccati alla lama vuol dire che è pronto!).
martedì 28 ottobre 2008
helsingfors
ok è vero fose latito un po'. problemi di connessione a casa, appena possibile andremo a protestare dal vicino. in compenso questo mi da nouvi stimoli per aggiornare il blog da nouvi e affascinanti orizzonti, come questa camera nei sobborghi di helsinki. In questi ultimi anni il fatto di partire mi ha fatto perdere delle persone, e me ne ha fatte ritrovare altre in posti o momenti che telaspetterestiamai; e le sere e i momenti e i ricordi scivolano via da una logica di coerenza o di continuità e si mettono a galeggiare dolcemente senza un tempo nè un luogo, portando con sè i loro sorrisi le loro musiche le loro emozioni.
parigi, lione, verbania, la sicilia, milano, crotone, la grecia, il nord, cosa importa dopo tutto?
La mente costruisce la sua geografia fantastica di ricordi in cui la distanza è una promessa 'tornerò'.
parigi, lione, verbania, la sicilia, milano, crotone, la grecia, il nord, cosa importa dopo tutto?
La mente costruisce la sua geografia fantastica di ricordi in cui la distanza è una promessa 'tornerò'.
martedì 30 settembre 2008
est-ce que vous fouton?
...ebbene sì ce l'abbiamo fatta! siamo finalmente entrati in casa, e devo dire che è una cosa fichissima. una scala a chiocciola fa capolino timidamente in fondo al cortile, 4 piani da montare a piedi con tortuosa fatica prima di emergere nel nostro angolino di città incastrato fra i tetti di vieux lyon.
ok non sarà come la soffitta vicino al mare di gino paoli, ma non so chinarsi per passare dalla porta minuscola azzurra camminare lungo il corridoio d'ingresso entrare nella cucina e vedere le stanze ancora spoglie inondate dal sole è una cosa che mi rende felice, tutto qua.
E ho pure montato il fouton comprato d'occasione, e mi sono detto vedi l'ingegneria serve tutto sommato..:P
Approfitto dell'occasione per ringraziare:
.il ristorante universitario dell'Ecole Centrale per averci fornito, gratuitamente incondizionatamente e inconsapevolmente, piatti forchette bicchieri ecc.
. il vicino, per averci fornito, con le stesse modalità di cui sopra, la connessione wireless
. la fanfara dell'Ecole per un grosso poster di berlusconi con una tromba in mano che adesso campeggia sulla porta del cesso.
Grazie, vi amiamo tutti
ok non sarà come la soffitta vicino al mare di gino paoli, ma non so chinarsi per passare dalla porta minuscola azzurra camminare lungo il corridoio d'ingresso entrare nella cucina e vedere le stanze ancora spoglie inondate dal sole è una cosa che mi rende felice, tutto qua.
E ho pure montato il fouton comprato d'occasione, e mi sono detto vedi l'ingegneria serve tutto sommato..:P
Approfitto dell'occasione per ringraziare:
.il ristorante universitario dell'Ecole Centrale per averci fornito, gratuitamente incondizionatamente e inconsapevolmente, piatti forchette bicchieri ecc.
. il vicino, per averci fornito, con le stesse modalità di cui sopra, la connessione wireless
. la fanfara dell'Ecole per un grosso poster di berlusconi con una tromba in mano che adesso campeggia sulla porta del cesso.
Grazie, vi amiamo tutti
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