lunedì 17 settembre 2007

est-ce que vous razì?


Oggi la notizia buona è che sono sopravvissuto alla settimana di integrazione dell’ecl. Questa lodevole iniziativa gestita interamente dagli studenti degli ultimi anni, ha l’obiettivo di far integrare i nuovi iscritti farli conoscere ambientare e divertire. La settimana inizia con varie feste e festicciole sparse per il campus, prosegue con tour turistico per lyon e serata-concerto, culmina in un week-end in località segreta (in pratica sai se ti portano al mare o in montagna solo dopo essere salito sul pullman).
Conosciuto i miei vicini di piano, di rugbisti alla fine ce ne sono solo 4 o 5. La prima sera quelli che abitavano qui l’anno scorso hanno organizzato (da noi) una specie di festa-battesimo per nuovi arrivati. Fra fiumi di alcol, gente che non avevo mai visto e una gallina viva che scorazzava per il piano in mezzo a vetri vuoti, hanno fatto il battesimo a tutti i nuovi arrivati.
Salita sul tavolo- assegnazione soprannome per acclamazione- bevuta forzata di bottiglie di birra ‘au cul sec’- discesa dal tavolo fra gli applausi, e/o punizioni corporali spogliarelli integrali e doccia di birra in caso di cedimento prima della terza bottiglia. yeah.
ho evitato le punizioni corporali.
il mio surnom? Razzi (pr. ovviamente alla francese, rasì), con riferimento all'italianità che accomuna me e il più noto giocatore di calcio marco materazzi. quando me l'hanno spiegato ho pensato 'che culo pensavo fosse il papa'.
ross è tornata 2 giorni a milano per fare un esame. ero curioso di chiederle com'è stato tornare.
A volte mi sembra tutto ancora più lontano di quello che è, forse per qualche meccanismo psicologico di auto-costrizione, o perchè parlare francese tutto il giorno alla lunga logora il cervello, o perchè dopo un momento ehm, delicato come quello della partenza ora qui, in questa città dove la gente si ferma a chiacchierare nei bouchons e le nuvole corrono veloci come non avevo visto mai, viviamo moderatamente nostalgici e felici, guardiamo con curiosità tutto quel che ci circonda, siamo sereni. più o meno. sempre.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Beppe, i tuoi commenti/riflessioni sono veramente toccanti, a volte commoventi... i casi sono due quindi, o lì gira del fumo buono davvero, oppure la tua prof. di italiano non ha mai capito di avere in classe un novello Manzoni... a parte gli ischerzi, vai forte Albi, se continui a tenere aggiornato il blog e a comunicarci in questo modo "poetico" le tue esperienze, i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri sarà più facile per noi (per me) sentirti vicino.. in fondo quello che manca di te non sono i tuoi occhi da cernia, ma la tua capacità straordinaria (e paullese) di leggere a fondo nel cuore delle cose e delle persone... "Je suis un lyonnais même" potremo dire tra un po', perchè quello che scrivi è davvero un bel dipinto di come stai vivendo questa avventura oltralpe... forse partecipando idealmente alla tua vita lì, faremo sì che la distanza non logori mai questa amicizia stupenda...