venerdì 28 settembre 2007
impressioni di settembre barradue
sto cercando di prendere un telefono francese, e ho scoperto che è la cosa più complicata del mondo, robe che al confronto la dichiarazione dei redditi sembra il cruciverba di topolino.
ci sono dodicimila piani diversi, abbonamenti, ricaricabili, abbonamenti bloccati, opzioni attivabili, promozioni a scadenza, offerte studenti, tariffe maggiorate, addebiti frazionati, telefoni a rate, più delle offerte quantomeno bizzarre, come 'manda messaggi gratis ogni sera dalle 20 alle 23 e il mercoledì dalle 15 alle 18' (non sto scherzando) o 'chiama a tariffe speciali in tutta la francia e in maghreb'.
boh, il magreb mi ispirava, ma alla fine ho optato per una più parca ricaricabile, appena posso la prendo.
oggi poi ho fatto la prima esercitazione di matematica francese per francesi. simpatica. me l'avevano detto che sono molto, molto astratti qui, ma ho capito cosa vuol dire solo quando ho letto il testo del primo esercizio: dimostrare che l'integrale su R di zero fa zero...
e io non sono riuscito a farlo.
martedì 25 settembre 2007
25 settembre
questo dovrebbe dare un'idea, oltre che di quanto sia interessante seguire tecnologie meccaniche, anche di quanto questo problema mi stia assillando.
per ora avrei pensato camillo, che per un ficus nano resta sempre un bel nome, ma non sono ancora sicuro..
rivisto trainspotting.
ho dato un'occhiata al link che quel simpaticone del mio amico tedesco Nicola mi ha mandato ieri; è un breve documentario sulla vita quotidiana nel Bel Paese, gli ho promesso che appena trovo qualcosa di simle sui tedeschi gli ricambierò il favore..
http://tcc.itc.it/people/rocchi/fun/europe.html
lunedì 24 settembre 2007
ficus?
girando insieme in bicicletta per le piazze o nei giardini, salendo scalinate interminabili per arrivare in cima alla collina del fourvier o passeggiando per le bancarelle del mercatino delle pulci era come se avessi con me un pezzetto di casa, e insieme sento che adesso, adesso che l'hanno vista anche loro, lione sia un po' più casa mia.
Condividere le emozioni che ci segnano di più, nel bene o nel male, con le persone che amiamo, credo che sia una delle cose più belle e preziose.
In più, come si suol dire, anche lo stomaco vuole la sua parte, e i miei sono arrivati qua stracarichi di ogni tipo di cibarie, piadine, pasta, sughi, pane sardo, olio, pangoccioli, nonchè l'immancabile salsiccia piccante calabrese e verdure sott'olio da parte della cugina di mia madre, per un tocco di folclore meridionale..
alla fine non sapevo più dove mettere la roba, alcune cose son finite sopra l'armadio.
mio padre ha dato sfoggio delle sue facoltà ingegneristiche e, armato di trapano viti aste d'acciaio e metro ha trovato una nuova sistemazione per il muro, assai mejo della mia devo dire..grazie mille=)
ho anche comprato una piantina, una specie di ficus nano-bonsai o cose simili, l'ho messa sulla scrivania ma non so ancora che nome darle. sono benaccetti suggerimenti.
giovedì 20 settembre 2007
in caso di ritardo
una utility di enorme importanza nella vita di tutti i giorni, alcuni lo conoscono già, io mi domando come facessi a vivere senza
lunedì 17 settembre 2007
est-ce que vous razì?

Conosciuto i miei vicini di piano, di rugbisti alla fine ce ne sono solo 4 o 5. La prima sera quelli che abitavano qui l’anno scorso hanno organizzato (da noi) una specie di festa-battesimo per nuovi arrivati. Fra fiumi di alcol, gente che non avevo mai visto e una gallina viva che scorazzava per il piano in mezzo a vetri vuoti, hanno fatto il battesimo a tutti i nuovi arrivati.
Salita sul tavolo- assegnazione soprannome per acclamazione- bevuta forzata di bottiglie di birra ‘au cul sec’- discesa dal tavolo fra gli applausi, e/o punizioni corporali spogliarelli integrali e doccia di birra in caso di cedimento prima della terza bottiglia. yeah.
ho evitato le punizioni corporali.
il mio surnom? Razzi (pr. ovviamente alla francese, rasì), con riferimento all'italianità che accomuna me e il più noto giocatore di calcio marco materazzi. quando me l'hanno spiegato ho pensato 'che culo pensavo fosse il papa'.
ross è tornata 2 giorni a milano per fare un esame. ero curioso di chiederle com'è stato tornare.
A volte mi sembra tutto ancora più lontano di quello che è, forse per qualche meccanismo psicologico di auto-costrizione, o perchè parlare francese tutto il giorno alla lunga logora il cervello, o perchè dopo un momento ehm, delicato come quello della partenza ora qui, in questa città dove la gente si ferma a chiacchierare nei bouchons e le nuvole corrono veloci come non avevo visto mai, viviamo moderatamente nostalgici e felici, guardiamo con curiosità tutto quel che ci circonda, siamo sereni. più o meno. sempre.
mercoledì 12 settembre 2007
il negozio di poster dei film

Fra i vicoli che circondano la cattedrale, uno stanzone con le pareti alte tappezzate di locandine, manifesti giganti, cartoline e cartelli di avvertimento che non riescono a essere minacciosi.
’non toccare’ ‘non sollevare le buste’ ‘farsi servire dal personale’.
Anche perché la commessa dietro il banco sembra immersa nella stessa serafica imperturbabilità dei personaggi appesi alle pareti, quando le chiedo se ha qualcosa de Il postino da appendere in camera mi risponde senza sollevare la testa .
‘Boh prova a frugare là in fondo ma non credo che abbiamo nulla’.
Sembra di stare in un tempio consacrato all’immaginario collettivo, non esistono né luoghi né tempo qui. Ci sono proprio tutti, marylin tiene il suo vestito svolazzante, charlie chaplin in ‘the kid’ mi spia da dietro un muro, gli occhi enormi e brillanti di marlene dietricht continuano a sorridere malinconici, sean connery alias james bond si prepara a salvare il mondo per l'ennesima volta.
Mi ero sempre domandato perché se fumo una sigaretta io dopo sto male due giorni, non mi considera nessuno se non mia madre per sgridarmi o qualcuno per dirmi che qui non si può fumare ecc ecc, mentre se james dean se ne accende una ci fanno un poster con la gente che va comprarlo per appenderlo in camera.
A parte ovvie considerazioni di carattere estetico, è difficile non rendersi conto, venendo qui, di quanto abbiamo bisogno di sognare; forse e' vero che la realtà in fondo in fondo ci va stretta, continuando a scivolare via senza che esistano attimi da salvare, e non facciamo in tempo a dare un nome a qualcosa che già quella cosa cambia oppure ci accorgiamo che i nomi sono incompleti,imprecisi, inappropriati.
E forse viene da qui il bisogno di sognare, di stilizzare, di trattenere l'emozione e le impressioni, di isolarle da tutto il resto, di creare miti; fin da quando nasciamo, fin dall'inizio del mondo.
Ecco la bellezza, penso mentre incrocio lo sguardo provocante di sophia loren, ecco la virilita', e james dean continua imperturbabile a fumare la sua sigaretta, ecco la paura, ecco il sogno, ecco l'amore.
Fra le altre cose, trovo le locandine francesi di 'ladri di biciclette' e 'miracolo a milano', il manifesto di un concerto di barbara, uno di charles trenet. Niente postino; niente pulp fiction.
E' buffo, cambiano i mezzi ma alla fine facciamo le stesse cose da diecimila anni, penso mentre mi avvicino alla cassa fra bagliori in bianco e nero di mondi passati e locandine delle ultime novita', volver, matrix, film d'animazione giapponesi.
Compro una cartolina di brigitte bardot; la commessa riesce a non alzare la testa nemmeno dandomi il resto; esco,non prima che Humprey Bogart mi abbia squadrato per l'ultima volta dal suo trench.
lunedì 10 settembre 2007
lunedi
tutto più o meno a posto, i calzini lavati a mano fanno bella mostra di se sul filo ad asciugare, la mia salute si ripiglia, le mie avventure sanitarie non smettono di farmi sorridere (all'indirizzo dove dovevo presentarmi per una visita ci ho trovato un veterinario, poi ho scoperto che il medico era dall'altra parte del palazzo).
ieri sera visto film in francese, donnie darko. uau. per quel poco che il mio francese zoppicante mi ha permesso di capire, un po' oscuro, a tratti un po' 'americano' forse (bho insomma la predizione che la fine del mondo debba arrivare il giorno di halloween fa un po' ridere..), tres bizar, ma in fondo credo bello bello.
qualcuno l'ha visto puntodidomanda
maledettte tastiere francesi con i tasti spostati e senza punteggiatura.
giovedì 6 settembre 2007
le calcul scientifique, ovvero:chi ben comincia..
forse lo devo a tutte le innumerevoli occasioni di integrazione che mi sono state offerte, l'ultima ieri sera, quando mi han ricoverato d'urgenza in un vero, autentico ospedale lionese.
eravamo tutti quanti in un ristorante in città, quando ho cominciato a sentire male al fianco sinistro. nel giro di mezz'ora hanno chiamato l'ambulanza, vomitavo, non riuscivo ad alzarmi nè a stare seduto, faceva un freddo cane, mi faceva sempre più male. visita al pronto soccorso, esami, radiografie e una simpatica ecografia durata mezz'ora in cui il professorone di turno ha cominciato a passarmi la sonda dappertutto tranne che dove mi faceva male per fare un po' di didattica alla sua giovane assistente.
'la vedi questa?è l'aorta' 'qui ci sono i polmoni..' 'e questo cos'è?dai vediamo se hai studiato..'
'i condotti biliari?'
'no no non ci siamo..e questo?'
ecc.ecc. avanti così per un po' finchè i miei mugugnii lo han riportato alla banale realtà.
alla fine la diagnosi è stata: calcoli renali (o qualcosa del genere); 'horeusement, ce n'est pas grav. ca fait mal,ma ce n'est pas grav'. sorriso di incoraggiamento. grazie dottò.
mi hanno prescritto delle medicine, mi han fatto tornare a casa.
per fortuna è rimasta tutto il tempo con me una ragazza chestudia qui già da un anno e in questi giorni ci sta facendo un po' da 'tutor', così mi ha fatto un po' da interprete.
oggi va molto meglio, penso che fra qualche giorno sarà tutto finito.
muah.chi ben comincia....
mercoledì 5 settembre 2007
IMPRESSIONI DI SETTEMBRE
siam partiti prestissimo, io e mio fratello, all'alba tutto è più soffice, è più bello ascoltare echoes mentre guidi, non c'è traffico, in più sei abbastanza assonnato da non piangere salutando i tuoi mentre stanno lì in pigiama a guardarti partire.
Arrivati qui e preso la stanza. il primo oggetto a entrare nella camera è stato un portafoto da viaggio fatto di compensato e mattoni pieno di foto di amici, regalo portafortuna pre-partenza nonchè utile suppellettile per momenti di depressione (' se sei depresso guardalo e tiragli un paio di testate' mi han spiegato).
pranzo nella mensa,baguette 'mangia-e-non-chiederti-cosa-c'è-dentro' e yogurt. la tizia mi chiede a che gusto lo voglio: 'est-ce que vous le voulez au portinèmientenainpoulléparfois ou au fruits?'
'ehm...fruits!'
massì.all'estero bisogna essere malleabili,l'altra cosa magari la provo fra un mesetto appena capisco cosa vuol dire.
mio fratello è partito ieri. penso che averlo qui due giorni sia stato un aiuto enorme, psicologico e non. Dopo un'attenta osservazione della situazione, il suo commento è stato 'orco ma a lione ci son gnocche dappertutto tranne che nella tua università'. Pazienza,mi ha promesso lo stesso che torna presto a trovarmi...=)
itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
K.Kavafis