martedì 3 marzo 2009

3-3-2009

L'unica cosa che mi ricordo del catechismo, quando ero piccolo e mia madre mi ci portava direttamente all'uscita della scuola, è un piccolo aneddoto che la maestra ci aveva raccontato su S.Agostino (o almeno credo).

Un giorno il Santo sta camminando meditabondo sulla spiaggia, riflettendo sugli insondabili misteri della vita e della morte, di dio, dell'uomo, etcaetera etcaetera. A un certo punto vede un bambino tutto solo che gioca sulla sabbia, ha scavato una buca e fa avanti e indietro dal mare, prende dell'acqua con una paletta (di quelle che c'erano al tempo di Sant'Agostino,naturalmente) e la butta nella buca, poi torna al mare a prenderne dell'altra, e così senza mai fermarsi.
Sic, il Santo, incuriosito come spesso si è incuriositi da particolari futili mentre si sta pensando a cose importantissime, si ferma e interpella il bambino.
"cosa fai bambino con la tua paletta?"
"ho scavato questa buca nella sabbia, e adesso voglio metterci tutta l'acqua del mare".
Il Santo sorride di tenerezza, e dice "bambino ma non vedi che non riuscirai mai a mettere tutta l'acqua del mare lì dentro con la tua paletta?"
Il bambino sorride di tenerezza, e dice " e allora perchè tu cerchi ancora di abbracciare con la tua piccola mente misteri che sono più grandi del mare?"

Questa è l'unica cosa che mi ricordo del catechismo, ed è buffo che mi sia tornata in mente da quando ieri mattina F., 20 anni, si è impiccato nella sua stanza nel campus dell'Ecole. Avevamo lavorato un anno e mezzo insieme per il PE, non ci vedevamo mai fuori dal lavoro, F. non parlava mai di cose non necessarie, era taciturno. E' vero, non bisogna spendere tempo a cercare di abbracciare con la mente cose più grandi di noi, non bisogna pretendere di cercare di capire forse, tutto quel che mi viene è male allo stomaco , e una piccola lacrima.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ti ho mandato sms sul telefono italiano,stronzo.