giovedì 19 marzo 2009

luci della città

notte.in cima alla collina ci facciamo spettinare dal vento scuro e guardiamo la città illuinata sotto di noi.
"A volte credo che quel che manca davvero, quel che è imperdonabile di milano è che non ha un posto così,una vista dall'alto. è così bella la città da qui, la vista i rumori che arrivano da lontanissimo, le macchine che sembrano andare più piano, milioni di persone che passano le loro piccole vite sotto di te. Uno si rende conto del posto che hanno nel mondo lui, le sue gioie, le sue sofferenze, la sua vita. E in fondo gli viene da sbattersene anche un po'."

"Adesso capisci perchè a Gesù non gliene deve fregare un bel niente di quaggiù..."

Sorrido. Mi rendo conto che la saggezza spesso è piccola e inaspettata, che la bellezza è bella solo quando è involontaria, che la persona che ha trovato cosa scrivere sul dizionario alla voce 'amico' doveva essere straordinariamente saggio, o straordinariqmente stupido.
Mi rendo conto di diecemila altre cose di cui mi dimentico subito dopo.
"Ho freddo,scendiamo".
Ci incamminiamo per rituffarci nelle luci della città.

martedì 17 marzo 2009

personaggio della settimana

martedì 3 marzo 2009

3-3-2009

L'unica cosa che mi ricordo del catechismo, quando ero piccolo e mia madre mi ci portava direttamente all'uscita della scuola, è un piccolo aneddoto che la maestra ci aveva raccontato su S.Agostino (o almeno credo).

Un giorno il Santo sta camminando meditabondo sulla spiaggia, riflettendo sugli insondabili misteri della vita e della morte, di dio, dell'uomo, etcaetera etcaetera. A un certo punto vede un bambino tutto solo che gioca sulla sabbia, ha scavato una buca e fa avanti e indietro dal mare, prende dell'acqua con una paletta (di quelle che c'erano al tempo di Sant'Agostino,naturalmente) e la butta nella buca, poi torna al mare a prenderne dell'altra, e così senza mai fermarsi.
Sic, il Santo, incuriosito come spesso si è incuriositi da particolari futili mentre si sta pensando a cose importantissime, si ferma e interpella il bambino.
"cosa fai bambino con la tua paletta?"
"ho scavato questa buca nella sabbia, e adesso voglio metterci tutta l'acqua del mare".
Il Santo sorride di tenerezza, e dice "bambino ma non vedi che non riuscirai mai a mettere tutta l'acqua del mare lì dentro con la tua paletta?"
Il bambino sorride di tenerezza, e dice " e allora perchè tu cerchi ancora di abbracciare con la tua piccola mente misteri che sono più grandi del mare?"

Questa è l'unica cosa che mi ricordo del catechismo, ed è buffo che mi sia tornata in mente da quando ieri mattina F., 20 anni, si è impiccato nella sua stanza nel campus dell'Ecole. Avevamo lavorato un anno e mezzo insieme per il PE, non ci vedevamo mai fuori dal lavoro, F. non parlava mai di cose non necessarie, era taciturno. E' vero, non bisogna spendere tempo a cercare di abbracciare con la mente cose più grandi di noi, non bisogna pretendere di cercare di capire forse, tutto quel che mi viene è male allo stomaco , e una piccola lacrima.